Settembre 22, 2011
PERSOL MAGNIFICENT OBSESSIONS.
30 stories of craftsmanship in film


PERSOL MAGNIFICENT OBSESSIONS. 30 stories of craftsmanship in film è la prima di una serie di mostre itineranti nate per celebrare le storie di ossessione artigianale che si celano dietro ad alcune delle scene entrate nella storia del grande schermo.

Ogni anno Persol rievocherà dieci storie di passione struggente, ricerca sistematica, e meticolosa attenzione ai dettagli attraverso una serie di mostre a cura di Michael Connor, esperto di cinema e arte contemporanea le cui precedenti esposizioni hanno riscosso un risonante successo a livello internazionale.

“PERSOL MAGNIFICENT OBSESSIONS. 30 stories of craftsmanship in film trae ispirazione dalle trenta fasi del processo di produzione artigianale messo a punto da Persol e dalla dedizione del marchio nei confronti di un design e di una lavorazione di qualità - la stessa che caratterizza i più grandi capolavori del cinema” spiega Michael Connor, curatore della mostra Persol.

“Penso spesso che il cinema sia una sorta di ritorno a un periodo passato dell’artigianato e della produzione. Un ritorno a un’epoca in cui le cose non venivano costruite per durare; queste creazioni - in fondo nulla di più di luci e ombre - sono state realizzate con la stessa cura e lo stesso amore. E proprio questo senso di attenzione e qualità ha rappresentato l’origine di tutto, il punto di congiunzione tra Persol e questi registi”, prosegue Connor.

Proprio come ogni film nasce dal lavoro di squadra di diverse persone che uniscono talento, dedizione e creatività, anche nel laboratorio di Persol a Torino (Nord Italia) ogni paio di occhiali passa dalle mani di almeno 15 artigiani specializzati che apportano ciascuno il proprio insostituibile contributo.

Ogni singolo dettaglio è il risultato di una ricerca costante e di un assiduo lavoro di progettazione, entrambi tesi a raggiungere una meticolosa perfezione attraverso il sapiente dosaggio di acetato, metallo e vetro. Prodotti con la massima cura possibile, dopo 30 fasi di lavorazione manuale, gli occhiali Persol rappresentano un’opera d’arte sotto forma di lenti e montature.

Curata da Michael Connor (annoverato fra i “Young Curators to Watch” 2010 da Time Out New York) PERSOL MAGNIFICENT OBSESSIONS. 30 stories of craftsmanship in film intende dimostrare che la realizzazione di un lungometraggio, così come quella di un paio di occhiali, altro non è che una ricerca senza compromessi della perfezione, una perfezione che solo un’opera d’arte può davvero racchiudere.

La mostra esplorerà gli innumerevoli passaggi - dalla full immersion dell’attore nello studio del personaggio alla minuziosa creazione del costumista - per creare un’icona. Personaggi icona, suoni e immagini icona, scene icona, costumi, locandine... la mostra punterà i riflettori sullo sviluppo di ciascuno di questi elementi per dimostrare quante ore, settimane o perfino mesi di ricerca e di lavorazione artigianale richieda.

Ogni anno sceglieremo dieci film incentrati sull’ossessione e racconteremo altrettante storie di struggente passione e meticolosa attenzione ai dettagli in una serie di mostre che offrirà ai visitatori un’esperienza unica, oltre che l’opportunità di ammirare installazioni interpretative e assistere a dietro le quinte, sketch, clip cinematografiche e fermi immagine.

I registi esposti presso la mostra condividono lo stesso impegno nei confronti dell’autenticità, la stessa dedizione e la stessa maestria che sottendono il processo di produzione artigianale di un paio di occhiali Persol.

Fra le storie che abbiamo scelto di celebrare, spicca quella di Milena Canonero, vincitrice del premio Oscar per i migliori costumi, che ha disegnato centinaia di abiti per Sofia Coppola in Marie Antoinette ispirandosi, per la palette cromatica, a una scatola di amaretti.

O quella del regista Terry Gilliam, famoso non solo per la creazione di una visione distopica senza tempo in Brazil, ma anche per aver lanciato il guanto di sfida agli studi cinematografici americani perché producessero la sua sceneggiatura, preservandone il finale per nulla in linea con il tanto amato “happy end”.

Anche l’intensa preparazione e lo zelo artistico dei premi Oscar Robert De Niro (il folle veterano della Guerra del Vietnam Travis Bickle in Taxi Driver) e Sir Ben Kingsley (Gandhi) vengono presi in esame attraverso una serie di manufatti, video e installazioni su larga scala.

Come ad esempio l’opera del designer Saul Bass e del regista John Whitney Sr, che hanno ricreato una torretta mitragliatrice della Seconda Guerra Mondiale per animare le spirali ipnotiche dei titoli di testa tratti dal capolavoro di Hitchcock, Vertigo.

La consacrazione del production designer Mark Friedberg all’autenticità in Il treno per il Darjeeling, riprodotto attingendo all’abilità degli artigiani del Rajasthani che hanno decorato i set, ovvero due treni in movimento. I sonoristi Alan Splet e Ann Kroeber, marito e moglie, hanno invece creato un paesaggio sonoro fatto di rumori surreali - dai nautofoni agli scarafaggi che camminano su gusci d’uovo - per intensificare l’azione in Velluto Blu di David Lynch.

Come dimenticare, inoltre, la leggendaria sessione di casting di Federico Fellini, che ha richiamato oltre 1.000 candidati per una sola parte minore in La Dolce Vita - con il regista che sceglieva sulla base dell’eccentricità o dei tic facciali che più lo affascinavano.

Determinato a riprodurre il più fedelmente possibile il punto di vista di un uomo intrappolato nel suo stesso corpo, in Lo scafandro e la farfalla Schnabel immerge lo spettatore nei panni di Jean-Dominique Bauby, il redattore capo della rivista francese Elle che, all’età di 43 anni, è stato colpito da un violento ictus poi sfociato nella sindrome locked-in, una rara condizione in grado di provocare la paralisi totale del corpo, ad eccezione dell’occhio sinistro. La passione per la storia del cinema è evidente nell’uso che Scorsese fa del colore in The Aviator.

Nati a Torino (Nord Italia) nel 1917, proprio agli albori della prima Età dell’Oro del cinema, gli occhiali Persol hanno ricoperto più e più volte il ruolo di protagonisti in alcune delle pellicole più note sia del panorama italiano che internazionale.

Da Marcello Mastroianni in La Dolce Vita e Divorzio all’italiana a Cary Grant in Intrigo internazionale, da Steve McQueenTM in Il caso Thomas Crown e Getaway, il rapinatore solitario a Stephen Dorff in Somewhere di Sophia Coppola, i modelli Persol sono stati scelti personalmente da numerosi, indimenticabili artisti del mondo del cinema e dello star system internazionale.

Lo spontaneo quanto genuino legame con il mondo del cinema non è cambiato nel corso degli anni. Al contrario, è andato via via rafforzandosi, a testimonianza dell’incrollabile impegno del marchio nei confronti del mondo della cultura e delle arti nella loro forma più alta in termini di qualità, esclusività e raffinatezza - gli stessi valori che da sempre ispirano lo sviluppo delle collezioni Persol.

Persol continua a sostenere l’eccellenza cinematografica contemporanea in qualità di sponsor della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, del Torino Film Festival e del Tribeca Film Festival, oltre che come sponsor del Museum of the Moving Image.

“Siamo orgogliosi di collaborare con Persol alla realizzazione di PERSOL MAGNIFICENT OBSESSIONS. 30 stories of craftsmanship in film”, ha affermato Carl Goodman, Executive Director del Museum of the Moving Image, l’unica istituzione statunitense dedicata alla cultura cinematografica in tutte le sue forme. “Con i riflettori puntati sulla visione e la perseveranza di importanti registi e dei loro collaboratori, la mostra illumina il processo creativo e l’attenzione riservata ai dettagli, aspetti fondamentali per la produzione cinematografica come forma d’arte che il Museum of the Moving Image esplora tutto l’anno nei nostri cinema e teatri.”

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